Randagio

Avvolsi il mio cuore
in folti veli pastello
e la mia immagine,
ne rubò uno
per foderarne la sua ombra.
Difesi i miei occhi
dalla luce intensa,
dai colori violenti,
nascosi persino
la pelle più sottile
dal calore che scotta.
Rinnegai tutte le tinte decise
di quelle che abbagliano,
che confondono la vista
e per non impazzire
nascosi la vita a me stesso.
Ma l’estremo tentativo
non fu sufficiente
a rendere il tiepido più caldo
o il tutto più freddo.
Il vuoto non si colmò nell’esiguo
e quel poco non alleviò
il peso del disagio,
perché il cuore, in fondo,
non si lascia proteggere.
Perché l'amore
è un cane randagio
- che abbaia alla paura-
.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Mario Bugli4 dicembre 2010
..."perché il vuoto non si colmò nel niente"...sembra di leggere, che talvolta lasciarsi andare anche a degli eccessi, non è mai completamente negativo... per non scoprire morendo, di non aver vissuto, come è già stato autorevolmente scritto, ma aldilà del vero sentire dell'autore, la poesia è molto bella e coinvolgente!
F
Franca Canfora5 dicembre 2010
Perché l'amore è un cane randagio... forse abbandonato e solo, in cerca di se stesso prima che d'un cuore che lo accudisca, lo protegga. E colmi il vuoto.
l
luca mefalopulos14 giugno 2012
Chiudere la finestra per proteggersi significa impedire al sole di entrare, o tutto o niente. Mi piace, bella lirica.
Bononi Fabiana14 giugno 2012
Non amo particolarmente il doppio binario né un'aggettivazione così profusa. Bella la chiusa, anche se all'orecchio non mi è nuova.


