Prima che la sua notte
Chissà quali uragani s'erano quietati
lì dentro
ne avvertiva la scoria sulla pelle
le rughe molli
i ciuffi di peluria radi
strappati dai fortunali d'umore
ancora relitti generici dentro le tempie
Era vivo per un respiro
morto il moto
galleggiava nell'aria
spegnendosi la luce
leggero spavento la voce
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Commenti (1)
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Amara11 dicembre 2010
...dopo tanto... trovo qualcosa di mutato nello scrivere dell'autore... una sinteticità maggiore... che spara le immagini dritte nel pensiero... bellissima poesia e un grandissimo piacere nel rileggerlo...
