Naufragar
Questo mare, ove immergo il mio cammino
Mi piace navigarlo con la barca dell'amore.
In questi spazi infiniti, ove, la miseria umana naufraga,
tu compagna spieghi le vele e spumeggiante vai.
L'albero maestro, cui la concava tela tende,
imprime forza e sicurezza a te nel navigare.
E se brezza o vento, contro l'andar tuo trama,
l'orientar la vela, a te non fa, perder la meta.
Dolce compagna, senza di te naufragar mi sento.
E lontana, alla deriva, spinta dal vento, ti perdo.
Qual delicata carezza l'onda si spezza e rinfresca
il volto, rigato dal tempo e dritto all'orizzonte.
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Commenti (1)
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Michele Tropiano15 dicembre 2010
e scommetto che il naufragar t'è dolce in questo mare! una rivisitazione in chiave amorosa dell'infinito di leopardi giusto?
