Fino all'alba senza senso
Marco Zuffo
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Il tramonto gelava la nebbia
e un uomo in gabbia
lasciava una scia sulla sabbia.
Granelli di rabbia
bagnavano lune di melma
e l'aria ormai tersa
squarciava una breccia
nella dura corteccia
d'un acero storto.
C'era un filo corto legato all'amo
e un bimbo su un ramo
abboccava alle lusinghe,
stringendo le stringhe
alle scarpe del tempo.
Il pianeta poggiava su un fiore di loto
e un volto ignoto
guardava qualcuno allo specchio,
le rughe d'un vecchio,
i bargigli di un gallo,
un sole sbiadito di giallo,
nel rosso corallo
dell'alba senza senso.
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Marco Zuffo
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