Siamo tutti a bordo
Il mio mattino di riviera da buon ragazzo
teso a spiegarsi ombra al primo sole
che vola i lunghi fogli di un notes
con dita nere della notte ormai impronte trema.
Nello scarico di un torrente al surrogato cobalto
si muove la gramigna se passa un topo
pelle e ossa a vita nuova.
Canne maledette risorgono dai binari
fino al nero d'una galleria in una risatina
di scirocco vestito al pantalone contadino
risalendo mare e terra cielo acquazzone.
Scivolandomi ai ginocchi di sveglia è tempo.
S'apre il boccaporto per la febbre ed altri suoni.
Sdraiarsi è l'invito e poi il porto.
Siamo tutti a bordo
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