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Fiabe 19 dicembre 2010 · lettura 2 min · 1941 letture

L'elleboro, la rosa di Natale

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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ai piè del monte v'era tanto ma tanto tempo fa una casetta così piccolina che pareva v'abitasse una fatina fatta di pietre e di mattoni due camerette, un minuscolo fienile ed una stalla anch'essa piccina. Vi regnava tanta serenità tra mamma, babbo e tre bambini, era una felice famiglia, anche se vivevan in gran povertà. Papà Michele presto s'alzava al mattino, la stalla accudiva le mucche mungeva col latte prezioso del buon formaggio faceva così avevan sempre da mangiare e la fame mai a patire... Natale, stava per arrivare egli impreparato non volle farsi trovare. Il giorno della vigilia prese prodotti da vendere al mercato: latte fresco in bottiglia tomini, un po di uova e con il ricavato avrebbe acquistato i doni per la famiglia. Quando in paese arrivò la gente tutto gli comprò, soddisfatto con il sorriso stampato sul viso a far gli acquisti si recò. Un bel merluzzo, del riso lo zucchero, i fagioli ... sarebbe stato un bel Natale veramente speciale! Doveva poi soddisfare le richieste della moglie e dei figlioli. Qualche giocattolo, caramelle acquistò e per la sua cara sposa una coperta di lana bianca e rosa. Felice verso casa s'avviò affrettando il passo poiché era iniziato a nevicare e la strada temeva di smarrire. Fermatosi alla fontana a bere un sorsetto s'accorse che v'era una giovane che livida dal freddo aveva emaciato aspetto. Stringeva al petto il piccolo figlioletto che cercava di allattare. Michele mosso a compassione senza alcuna esitazione la coperta volle regalare. A casa alla moglie spiegò che il suo dono aveva dato a chi più di loro, era disperato. Il giorno dopo, Natale, vollero alla fontana andare per dare alla giovane qualcosa da mangiare. La donna più non v'era ma intorno alla fontana, incuranti della gelida tramontana eran nati fiori bianchi e rosa tra la neve sbucavano a iosa. La bontà di Michele, aveva generato un fiore delicato che resiste al gelo ed alla neve di rara bellezza, così soave degno di sbocciare a Natale. Elleboro esso è chiamato rosa d'inverno, fiore da molti amato.
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Commenti (11)

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Dany Blasi19 dicembre 2010

Il fiore della bontà e dell'amore spero sbocci per sempre nei nostri cuori! Favola in versi da raccontare ai bimbi per il suo grande significato morale!

Silvia De Angelis19 dicembre 2010

Intensità e grande espressività in una favola mirabile, abilmente esposta dall'autrice, versatile, come sempre

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paolo corinto tiberio19 dicembre 2010

inoltre l'elleboro gli antichi credevano curasse la follia... bisognerebbe importarla a tonnellate da Anticira...

Danielinagranata19 dicembre 2010

Suggestivi e magici versi che incantano il lettore molto piaciuta

alessio carlini19 dicembre 2010

magia e dolcezza purissima... una storia sorgente di emozione dove a tratti ci si ritrova commossi per la grande sensibilità che smuove... piaciutissima

Cinzia Gargiulo19 dicembre 2010

Un'altra favola in versi che racchiude una splendida morale. Bellissima!

Berta Biagini19 dicembre 2010

Ormai la penna dell'autrice sembra non fermarsi più – anche oggi mi sono rivista sulle ginocchia della nonna quando mi raccontava le fiabe – sempre si arriva alla fine senza fiato con una grande curiosità. Forse se tornassimo indietro nel tempo nell'insegnare ai nostri piccoli, molte cose andrebbero diversamente – non sempre il progresso ci è amico.

Kiaraluna19 dicembre 2010

Una fiaba delicata, suggestiva e piena di significato su cui occorrerebbe riflettere... forse quel fiore sboccia anche dentro di noi. Immensamente piaciuta e apprezzatissima.

Ela Gentile19 dicembre 2010

Elleboro, confesso la mia ignoranza, non lo conoscevo e ti ringrazio tantissimo anche per i versi che mi hanno incantato. Bellissima poesia/favola piaciuta e apprezzata.

Rosy Marchettini19 dicembre 2010

Questa bellissima poesia - fiaba vorrei che fosse letta nelle classi dei bimbi e anche di quelli più grandi perché possano rinnovarsi in loro i valori e gli insegnamenti che ha sapientemente descritto Applausissimi, immensamente piaciuta

Nemesis Marina Perozzi21 dicembre 2010

E' una vita che non esiste più, se non in alcune zone, come nelle vallate attorno a casa mia, che ritrovo in questa tua evocativa descrizione di luoghi campestri e vita semplice di montagna. Purtroppo questo genere di altruismo non esiste più, se non nelle favole, per questo motivo non dovremmo mai smettere di raccontare... Chissà mai che qualcosa di buono non si riesca a seminare, nei cuori di chi ci ascolta...