Passo a trovarti da molto lontano
" e adesso come stai " ti chiedo di nuovo
scuotendo le ragioni della distanza
dentro alla voce imperfetta del cellulare
per sfuggire alla sufficienza delle tue parole
ai perché privi di nervi quando mi dici
" sono le risposte del sangue " i sentimenti
le parole strette alla solitudine di una scoperta
con il vento contrario di certe notti finite
ai piedi del niente ad essere povere anime
con la distrazione della finestra disegnata nel muro
appesi come i fiori che stanno nel precario orologio
di un vivere in breve il condensare di una emozione
solo so di te "forse" il contrario, la delicata rabbia
l'idea confusa del crederci unici in posti affollati
i sentimenti lo sento non hanno costruzione ma sono
quando scopri il sonno dietro le palpebre
leggi al buio i miei pensieri come ogni notte
e scomponi l'alfabeto senza che sia la fine
a raggiungere il giorno schiacciando dentro alla mano
un sogno spaccato a metà dalla stanchezza
potrei forse seccare al sole una ultima frase
e fingere di stare in un silenzio dove a volte
preferisco davvero tacere il tuo viso
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Commenti (2)
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In Venere veritas27 dicembre 2010
mi strazi, sempre. dal punto di vista stilistico che dire? immagini incredibili, indomabili, pregnissime, universali e solo tue. per quanto mi faccia piacere: cosa ci fai ancora qua?
neferlabella29 dicembre 2010
Ogni tua poesia arriva dentro, ogni parola batte alla porta. Versi si pieni di melanconia, ma con immagini che vegliano l'amore... sono oppio per chi va oltre ogni tuo verso. La tua bravura non ha uguali.

