Progresso
Michele Tropiano
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Vivremo più a lungo
accorciando le distanze
fra noi e le generazioni
che si susseguiranno
come sassi assetati di sangue
scagliati per lapidare
l'ultimo vecchio che
sibilando sussurra
incomprensibili parole
nella stanza d'un ospizio
dove vige il silenzio
dell'età più avanzata,
lavoreremo di meno
accrescendo la nostra noia
oziosi fra macchine
che non pagheranno dazio
per i loro assurdi sollazzi
perché non avranno un cuore
dove immagazzinare emozioni
ma solo padroni da servire,
ma moriremo lo stesso
memori delle nostre vite
ammucchiate all'anagrafe
come cammelli nell'oasi
che dentro sé immettono acqua
immaginando che duri
per l'erta traversata
di un deserto immortale,
e nelle nostre tombe
non porteremo le cose
che abbiamo ammucchiato
ma rimarremo con le nostre
molte ossa a marcire
mentre la morte
ci abbraccia e ci culla
posando il suo velo
sulla nostra esistenza
disgraziata e infelice
come il progresso
che regredisce pian piano.
©
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L'autore
Michele Tropiano
Commenti (1)
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Rita Stanzione25 dicembre 2010
Il progresso che regredisce... ottima riflessione. Apprezzata molto anche la forma, m'è piaciuta molto quest'opera.

