Immor( t)ale
Aprirò quel che ho,
tralascerò ogni particolare,
darò quel che devo.
Berrò infine il mio sangue,
per donare a te le mie lacrime,
quando la sete mi sorprenderà.
Potrai farne oceani, mari, laghi
o lavartene semplicemente gli occhi ciechi.
Bieco, Stolto, Assassino
dove hai gettato il mio respiro?
Vivi in me e mi distruggi,
morte celeste il tuo sguardo,
vita casta il pugnale che fende quel che resta
di quest'amore cosi immor( t)ale.
Curare le ferite,
asciugandone i bordi con dita, sporche.
E meravigliarsi se resta isolato
un bagliore nel cielo,
quando tutt'attorno è buio.
Lo spettacolo diventa funerale.
Piegare il foglio dilaniato,
e poi scrivere sull'angolino intatto,
"una vita racchiusa in un frammento",
un sospiro che racchiude tutto il vero.
©
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L'autore
Giulia Mancinelli
Nacqui nel lontano 1988. Iniziai a scrivere poesie pochi anni più tardi. Era ed è un bisogno vitale espellere fuori le mie sensazioni. All'improvviso sento come un ciclone dentro di me, qualcosa che non riesco a fermare, cosi, impugno la penna e chiudendo gli occhi, scrivo, mentre si dipana di fronte a me la mia ispira
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