Non è un bel giorno il primo per scrivere poesie (un capodanno appeso)
È come se mancasse aria davanti
e dietro scalpitassero i cavalli
ricordi che scavalcano i recinti
per ritornare al canyon del non dove
nell'impressione di un sole cocente
che non regala spazio alla speranza
Eppure la vita fuori segna il passo
e ti concede un poco di respiro
come quello conquistato al semaforo
in attesa del verde della vita
incurante di quella mano tesa
del ghigno afasico dell'alterità
un bimbo o un cane possono servire
all'estorsione dal tuo mal di pancia
di un euro solidale a buon mercato
Sono nuvolette bianche i pensieri
per chi ha imparato a vivere la vita
col senso aperto dell'accettazione
con il sorriso carico di bontà
che cieca e sorda in disarmante flemma
affronta il magma dell'umanità
Per gli altri che non conoscono pace
ma temono che un'altra guerra arrivi
dopo la tregua fragile e irrisoria
di una passeggiata sul lungomare
restano sogni, tombe e turbamenti
ricordi rabbie incubi e lamenti
follie disperse nei cassetti aperti
di un capodanno appeso allo stendino.
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