Come neve a Roma
Luigi Di Landro
71 poesie pubblicate
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Aghi di freddi e punti di gelo,
secche ventate e vuote boccate;
l'umido caldo s'ampolla nel fumo:
stracci di carte in mille pensieri,
tutti palesi: son tutti di ieri.
Cadon passioni e vestono 'l bianco;
tutto si muove ma placa la mente;
tutto volteggia e 'l giaccio alla pelle
ti tien sveglio e potente: la calma
apparente, in cui quasi si sviene,
ti stringe e s'appanna. Di veder
tu smetti e ti apri a quel vento
di pungente ossessione: "Hai mai pianto?
E per quale motivo?" "Non sei un santo;
per questo t'ammiro!" Dolce mio amore,
quel sogno sei tu e neve sperduta.
O l'acqua si cela in celle di vetro,
(stupida sbaglia e illusa si scaglia,
non vi permane e nulla attecchisce
più del tempo in cui l'occhio ti sogna.
E la terra ben presto guarisce
da quel manto fatato e salato.
"Hai mai pianto? E per quale motivo?")
o allor si soffoca questa parola...
(e nella quiete montana trattiene
il dolor: di cristalli le mie lacrime
prendon sembianza. T'illudi davvero
che sia Roma sì bianca. Ma un timido
sol quel mare lo allarga. E grida
e urla e tintinna a gocciare,
or che questa mïa neve ha smesso
di tremare...)
©
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L'autore
Luigi Di Landro
Mi chiamo Luigi Di Landro e sono nato a Roma, il 26 settembre 1986. Sono stato da sempre catturato dal fascino del calore e della complessa realtà del sud Italia, di cui la mia famiglia è originaria, e dall'importante peso dell'Ordnung della potenza germanica, da non confondere con la fanaticheria, di cui sono un e
Commenti (2)
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Michele Tropiano3 gennaio 2011
immagini molto belle e versi musicali, un linguaggio di poesia d'altri tempi che non mi dispiace. mi piace l'idea delle due lunghe parentesi nelle due ultime strofe. solo l'ultimo verso, mi spezza un po' troppo il ritmo, ma forse, è fatto apposta...
Ausilia Giordano3 gennaio 2011
Testo musicale, si può leggere ritmato. Allettante descrizione da leggere e rileggere sena che procuri stanchezza, né far calare l'interesse.


