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Fiabe 6 gennaio 2011 · lettura 2 min · 1904 letture

La vera storia della Befana

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Citarei Loretta Margherita 1097 poesie pubblicate
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Quando Erode con un editto la strage degli innocenti ordinò l'Arcangelo Gabriele in sogno, a Giuseppe comandò di rifugiarsi nella terra d'Egitto. Un'ora dopo, egli dalla città usciva conducendo seco la vergine Maria il piccolo Gesù in groppa ad un asinello. Intanto i soldati con somma malvagia senza pietà uccidevano i lattanti dalle materne braccia, dalle culle strappandoli. La notte risuonava di pianti di grida disperate e strazianti. Una giovane donna, Rachele tra le braccia il figlioletto cingeva sperando di salvarlo fuggiva, fuggiva. Ma un feroce soldato la seguì raggiungendola suo figlio ferì a morte. Straziata da questa crudele sorte divenne pazza, stringendo tra le mani un giochino del suo perduto bambino forsennata, la sua fuga riprese per valli, campi, tanto corse, fin quando la fatica la colse e cadde a terra stremata. Ad un tratto in lontananza vedendo la Sacra Famiglia avviarsi verso la terra della speranza, presa da invidia, rancore, gelosia, non tollerò che Maria avesse ancor vivo il figlioletto. Concepì malsano dispetto ed una volta in città tornata informò Erode del fatto ed indicò la strada da seguire per poter i fuggiaschi acciuffare. Ma quando coi militi nel deserto si trovò, un turbine di vento di sabbia, l'armata sbaragliò in terra Rachele scaraventò. Quando all'alba si svegliò vide vicino a se la Madonnina che la curava, mentre la manina di Gesù,il viso le carezzava. Gli occhi della misera si riempiron di pianto, grandissimo era il suo pentimento, mille baci diede al Santo bambino, inginocchiata a suoi piedi il perdono implorava. Misericordiosa, Maria le diceva che era perdonata, pur se grave la colpa era stato il dolore ad averla accecata. Quando a sera, Rachele se ne andò al piccolo Gesù regalò il giocattolo del suo povero bambino. Mentre verso casa riprese il cammino un angelo a lei apparve ed esortandola le disse che per secoli ed anni doveva vagare pel mondo ed in memoria di ciò ai bambini, una volta l'anno, portare i giochini. Tutti l'avrebbero sempre amata con la gioia dei bimbi si sarebbe consolata.
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questa leggenda, risale al II secolo D. C, fu scritta in aramaico, ne venni a conoscenza qualche anno fa della sua esistenza.

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Citarei Loretta Margherita
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Commenti (11)

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Giuseppe Bellanca6 gennaio 2011

Un'altra splendida poesia uscita dal cilindro delle fiabe, sempre originale questo tuo verseggiare che ti personalizza in questi particolari versi... Apprezzatissima.

Silvia De Angelis6 gennaio 2011

Originalità in versi particolarmente musicali e intensi in una bella fiaba che si snoda scorrevolmente e risulta piacevolissima alla lettura

Pino Tota6 gennaio 2011

Notevole la riproposta di questa leggenda, con i tuoi versi diventa piacevole e coinvolgente lettura... Complimenti.

Maria Rosa Cugudda6 gennaio 2011

opera di notevole spessore letterario e poetico, particolarmente apprezzata!

L
Loreta Salvatore6 gennaio 2011

Che bella, straordinaria, eccellente e dal valore pedagogico notevole. Un testo che lascia col fiato sospeso in un climax ascendente che avvince. Un vero capolavoro, anche come catechesi dei bambini e veritiera per i più grandi. Sublime.

Danielinagranata6 gennaio 2011

Una leggenda originale e suggestiva che ho gradito leggere

Giovanni626 gennaio 2011

Interessante questa bella storia che racconta della fuga in Egitto di Giuseppe e Maria col piccolo Gesù Bambino. Un grazie all'autrice per averla proposta in Fiabe, val davvero la pena leggerla perché è molto bella.

Raggioluminoso6 gennaio 2011

Non conoscevo questa leggenda. Lettura molto sorrevole e piacevolissima. Letta con interesse e la gioia del cuore. Molto bella!

Mr Magoo6 gennaio 2011

un incanto in un mito che si tramanda molto suggestiva e bella

Ela Gentile7 gennaio 2011

Sei meravigliosa con queste tue storie in versi che ci fai conoscere, grazie della bella e piacevole lettura e complimenti.

Berta Biagini7 gennaio 2011

Una leggenda che rapisce sempre più mentre si va avanti nella lettura, non so se dire "bella o brutta" certamente riesce a donare quel tocco che dovrebbe insegnare come comportarsi in questo mondo - abbandonare l'odio e l'invidia, la prima cosa sulla quale soffermarsi. Un'autrice che meraviglia ogni giorno di più.