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Introspezione 13 gennaio 2011 · lettura 2 min · 1371 letture

Gioia

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Salvatore Zucca 20 poesie pubblicate
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La pioggia che cade ed io che mi volto, rivedo gli anni d'oro quelli che ora fanno paura, quella che prima la paura non la conoscevano. Chiudo gli occhi ed è già mattina, cinque fiori la notte mi donava, per regalarmi del grande sesso che io ancor non conoscevo. Fidanzate le sceglievo sono le più belle, guardavo dentro ai loro occhi e sorridevo, trovavo nel tradimento una forma di divertimento. Un pizzico di follia in un corpo già folle, in un'anima ribelle e alquanto seducente. Ridevo ai quei tempi. Anni di sole, anni del coraggio, dei primi soldi e del troppo alcol che oramai più non reggo. Non mi va più di bere. Non mi riconosco più in quello che sono stato. Ma tengo dentro al cuore ciò che è finito, come la pioggia che cade e poi smette. Per le strade non rimane più una goccia. Ed io non parlerò mai della mia più grande gioia. Come la pioggia non si può capire. Bisogna almeno averla vissuta. Fino al midollo.
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Salvatore Zucca
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