La Ballata del regno di Arpeggi (e dopo un respiro

E dopo un respiro,
di nuovo,
ricomincia la Ballata
Poiché cantarvi ora è mia missione
di una precisa tradizione,
che nel regno di Arpeggi
al solstizio della brina
di onore irradia, piena,
i singolari paesaggi
Dei luccicanti Do minori
in spregiudicata guisa e fiori,
si ché intero lo spartito fiero
attonito resta ad ammirare
il loro incedere nobiliare,
innanzi al tumultuoso cimitero
Schiudon alfine i cancelli avari
governati dai rondò secolari,
accalcati dai Si alfieri del regime
pronti a infervorirsi il petto
di romanticherie e rispetto,
senza rossore a pugnare col sublime
Persino i logori e stanchi semitoni
che al passo del corteo tristi e buoni
il varco mostrano da terrore vinti,
e dalla fame di pane e di versi
da troppe lune spirti ormai persi,
l'orgoglio svendono con le menti assenti
Oh, Pii Fa Diesis dalle dorate tuniche
con i palmi intrecciati nelle vostre fatiche,
gli occhi al cielo e i finti sorrisi,
soggiogate le liriche all'illusione,
oppure nei sogni d'ampolla di un Mi cialtrone,
nelle note vibrate a miraggio, di uno dei vostri paradisi
Un ombra lontana arriva poi prossima,
la triste figura del Duce Re Settima,
monarca indiscusso del Santo Pentagramma,
con la corte, della noia supera le sviolinate
e gestire fà ad altri le Guerre Stonate,
mentre getta nel fangoso baratro una precoce e colposa condanna
Riunito innanzi ai compact epigrammali,
da milioni di battute a toni neutrali,
i secondi si osservano del rimembrante fervore,
ed in rispetto ai suoni già uditi,
in assoluto,
e rigoroso silenzio,
ci si prende
un'ottava di pausa
...
...
E dopo un respiro,
di nuovo,
ricomincia la Ballata
©
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
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