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Riflessioni 14 gennaio 2011 · lettura 1 min · 2300 letture

Gli occhi di mia madre

Lena Orfeo 295 poesie pubblicate
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Temevo i tuoi occhi, non avrei potuto salvarli. Mi trainasti con te, ma non bramasti mai nè truccasti le parole per colorare l'infinito. La tua luna storta offuscava l'intero cielo, una valanga di fango pioveva sul mio capo. Ero la tua mela sana e tu quella bacata, paradossalmente, la cosa t'inquietava.
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Dedicata a mia madre... Una donna malata da sempre, che purtroppo non c'è più! La difficoltà di queste persone stà nel doversi confrontare spesso col timore della morte o col fallimento di tutti i giorni. Inconsciamente, talvolta, s'instaura un rapporto difficile con la figlia femmina, soprattutto se sana, una sorta d'invidia... Con questo non metto assolutamente in dubbio l'amore che mia madre ha provato per me... Di certo le cose non l'hanno facilitata... Da adulti si comprende meglio!

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Lena Orfeo
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Commenti (1)

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Rosy Marchettini14 gennaio 2011

Una persona malata non solo deve combattere con la propria malattia ma anche contro la psiche che di certo non l'aiuta se in è c'è rancore verso la vita stessa A volte non è la madre che parla o che pensa, che guarda, una figlia ma una donna qualsiasi che parla, pensa guarda un'altra donna, è sottile la differenza ma molto importante. A volte tra madre e figlia c'è il conflitto che può esserci tra una femmina contro una femmina... ho vissuto anche io quest'esperienza e la racconterò in una prossima poeia Bella e sofferta questa tua poesia che ho apprezzato moltissimo