Gli occhi di mia madre
Lena Orfeo
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Temevo i tuoi occhi,
non avrei potuto salvarli.
Mi trainasti con te,
ma non bramasti mai
nè truccasti le parole
per colorare l'infinito.
La tua luna storta
offuscava l'intero cielo,
una valanga di fango
pioveva sul mio capo.
Ero la tua mela sana
e tu quella bacata,
paradossalmente,
la cosa t'inquietava.
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L'autore
Lena Orfeo
Commenti (1)
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Rosy Marchettini14 gennaio 2011
Una persona malata non solo deve combattere con la propria malattia ma anche contro la psiche che di certo non l'aiuta se in è c'è rancore verso la vita stessa A volte non è la madre che parla o che pensa, che guarda, una figlia ma una donna qualsiasi che parla, pensa guarda un'altra donna, è sottile la differenza ma molto importante. A volte tra madre e figlia c'è il conflitto che può esserci tra una femmina contro una femmina... ho vissuto anche io quest'esperienza e la racconterò in una prossima poeia Bella e sofferta questa tua poesia che ho apprezzato moltissimo

