Io so che
puoi nasconderti
quanto vuoi
appiattirti
in un angolo o
infilarti
sotto un letto d'ombre
e
anni
puoi farla franca
per un po'
o anche per tutta la vita
ma presto
o tardi
ti trova
e di solito poi
ti becca
proprio quando meno
l'aspetti
io immagino
così
mentre sono sulla tazza
a incrociare parole
o
un bel mattino che c'è anche
il sole
(la morte è banale)
un lampo
di buio
indifferente e terribile
anche più
di me
o di qualunque altra
cosa
indifferente e terribile
prima e dopo
me
ma certo in ogni modo
accadrà
e
quando
sentirò
il dito
osceno
l'unghia
rovente il gelo
puntato
tra le
scapole
finalmente
voltandomi
scoprirò semplicemente
essere solo
e però
mai
così tanta
vita
e infinito
amore
saranno stati prima
come in quello sguardo
l'ultimo
al mondo
ed è proprio questa smisurata
bellezza
che mi angoscia
e mi fà orrore, Madre mia!
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Commenti (2)
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S
Sanzi14 gennaio 2011
è proprio come hai scritto...è strano che il senso alla vita lo deve dare proprio la morte, perché la rende finita e non infinita. C'era una persona a me cara che svenne... non riesco a pensare di più. Apprezzata, fa pensare
Amara14 gennaio 2011
...che bella quella quinta strofa verticale... come il precipitare nel momento... e la cadenza le conferisce un peso diverso dalle altre parole... è banale la morte... si... piena di luoghi comuni... perché comune a tutti... ma quando la si sfiora... la si smette di pensare... perché insieme ad una consapevolezza ancora maggiore dell'ineluttabile... se ne acquisice un'altra... puoi davvero 'farla franca per tutta la vita'... - entra... come sempre sanno entrare le tue poesie...
