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Fantasia 20 agosto 2006 · lettura 2 min · 1437 letture

Gipsoteca- in memoria del partenone di Atene

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Camel 110 poesie pubblicate
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I Marmo freddo e levigato imbianca questo estremo piano, recando aliti d'antichità a troppa moderna consapevolezza di esistere. Passi e tac tac si alternano in modo casuale... ritorna alla mente il suono armonico degli aedi che intonano canti e inni ad Apollo. Svetta in un angolo oscuro il Saettatore e con lo sguardo, maestoso e potente, vige et impera questa povera folla senza grazia. Baccanti ed animali animano un rito allegro e spensierato; l'ebbrezza accende nei presenti barlumi di eternità e sapienza. Volti vigili e attenti scrutano la mente e quanto di superficiale ivi dimora. Un alto gufo degusta il sapore smielato, eppur acre, di una cultura corrotta. II Luci soffuse colorano questo pallido ambiente; gli occhi immobili e assenti rimembrano la passata, aurea, età che desta nei cuori scompiglio e derisione. Perfettamente armonici i movimenti, infondono sicurezza e controllo ad un mondo disorganico e oltremodo proiettato verso sottili ed effimere sregolatezze. Bisbigli e sussurri animano questo angolo eterno e sensibile. In sottofondo la musica delle lire accompagna quest'icona. Pan e il suo magico flauto assola e incanta il popolo aulico ed etereo degli Dei... un subbuglio sconvolge l'animo d'un bambino e della sua oca. Una nota, poi un'altra e un'altra ancora: dov' è la sublimità carnale che come fontana zampilla dall'eterna acqua dell'anima? Dov'è quel suo dolce vocio che si muove negli occhi e come lanterna spazia e vaga sul mondo, lottando, senza alcuna speranza di vittoria contro l'indifferenza? III Particolari movimenti si alternano nell'aria distraendo lo sguardo dall'eterna veggenza... la realtà avvolge e soffoca questa breve degustazione pantagruelica. D'improvviso stona la dolce melodia della lira e l'animo si sconquassa e si polverizza in minuti frammenti inutili, accendendo di collera il debole cuore. La luna sembra più lontana... le stelle quasi inesistenti... perché abbandonare così crudelmente l'uomo e la sua misera condizione di eterno dannato infernale? (...un gufo spalanca i suoi mostruosi occhi...).
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