Gipsoteca- in memoria del partenone di Atene
I
Marmo freddo e levigato
imbianca questo estremo
piano, recando aliti
d'antichità a troppa
moderna consapevolezza
di esistere.
Passi e tac tac si alternano
in modo casuale...
ritorna alla mente
il suono armonico
degli aedi che intonano
canti e inni ad Apollo.
Svetta in un angolo oscuro
il Saettatore e con lo sguardo,
maestoso e potente,
vige et impera questa
povera folla senza grazia.
Baccanti ed animali animano
un rito allegro e spensierato;
l'ebbrezza accende nei
presenti barlumi di eternità
e sapienza.
Volti vigili e attenti scrutano
la mente e quanto di
superficiale ivi dimora.
Un alto gufo degusta il sapore
smielato, eppur acre,
di una cultura corrotta.
II
Luci soffuse colorano
questo pallido ambiente;
gli occhi immobili e
assenti rimembrano la
passata, aurea, età
che desta nei cuori
scompiglio e derisione.
Perfettamente armonici i
movimenti, infondono
sicurezza e controllo
ad un mondo disorganico
e oltremodo proiettato verso
sottili ed effimere sregolatezze.
Bisbigli e sussurri animano
questo angolo eterno e
sensibile. In sottofondo
la musica delle lire
accompagna quest'icona.
Pan e il suo magico flauto
assola e incanta il popolo
aulico ed etereo degli Dei...
un subbuglio sconvolge l'animo
d'un bambino e della sua oca.
Una nota, poi un'altra
e un'altra ancora:
dov' è la sublimità carnale
che come fontana zampilla
dall'eterna acqua dell'anima?
Dov'è quel suo dolce vocio
che si muove negli occhi e
come lanterna spazia e
vaga sul mondo, lottando,
senza alcuna speranza di vittoria
contro l'indifferenza?
III
Particolari movimenti si
alternano nell'aria distraendo
lo sguardo dall'eterna
veggenza... la realtà
avvolge e soffoca questa breve
degustazione pantagruelica.
D'improvviso stona la dolce
melodia della lira e
l'animo si sconquassa e
si polverizza in minuti
frammenti inutili, accendendo
di collera il debole cuore.
La luna sembra più lontana...
le stelle quasi inesistenti...
perché abbandonare così
crudelmente l'uomo e la sua
misera condizione di eterno
dannato infernale?
(...un gufo spalanca i suoi
mostruosi occhi...).
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