Guerra

L’odore è talmente acre che par fumante,
cuori trafitti d’armi e non più d’amore,
esposti ormai senza più il palpitare
inermi stanno a marcire, sotto la pioggia e sole.
E si riveste il giorno di strani luccichii di ferri
dai quali nessuno ora più scappa o arretra,
uniche palesità di vita tra volti acerbi,
dagli tanti occhi immobili ed opachi come la pietra.
In aquila, il pipistrello si tramuta
e spalanca con fremore le ali austere
come a scrollar di dosso nell’aria cupa,
ciò che il terrore ormai, non fa più tremare.
Con grosse ceste vagano tutte le anime
che dopo aver calcolato l’avuto o dato,
con volto scarno e di sorriso esanime
s’apprestano a raccogliere il lor seminato.
Odio e rancore gli eroi hanno disperso
ma adesso fan da concime all’ambita terra
dopo che dal dorato calice hanno bevuto,
l’essenza che si distilla dalla guerra.
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Commenti (2)
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Giorgio Dello15 gennaio 2011
una struggente verità in versi, purtoppo... la guerra fà soffrire tutti, ma a rimetterci di più per la brama dei pochi potenti son sempre i più deboli. Ma esisterà un mondo magnifico da qualche parte dell'universo che vive solo di pace, amicizia e amore? Bella poe, complimenti!
Rosy Marchettini16 gennaio 2011
Amara, tristissima poesia che fa tremare il cuore La guerra questo immenso busines che rende l'uomo cieco... tutti sono eroi vincitori e vinti ma i più eroi di tutti sono i bimbi che pagano amaramente l'esser nato... Bellissima poesia Una preghiera che raccolga tutti, ma proprio tutti i caduti nel mondo sia militari che civili

