Terre d'argilla
Nicolò Tevere
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Gracile, nudo e stanco
mi affacciai,
in questo esistere di puri mutamenti
dentro un labile esilio
di infiniti labirinti.
Orde di pensieri s'affrettano
a inseguir patetiche illusioni,
che errate vite
vorrebbero innocenti,
mani insanguinate
rivendicando giuste virtù...stremate cadono,
in questa battaglia
di eterni conflitti.
Di terre d'argilla
e dirupi rocciosi,
codesti piedi stanchi
ambirebbero narrar,
ma a giuste conquiste
di mirate distanze
ivi dinanzi vanno,
trascinando cotanto involucro corpo
di anima eterna.
Ma gracile, nudo e stanco
avviar m'affretto,
tra conquiste di incantevoli mondi,
dentro braccia... di immutevole ardore.
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Nicolò Tevere
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