L'orto
Dove tu m'aspettavi
il ruscello ancor disseta l'orto
e il fringuello disegna le sue zolle
lesto raspando in fra i solchi irrigui.
Fiducioso aspetta, come tu facevi,
e non sospende la sua lunga attesa.
E tu m'aspettavi,
ma io, a torto, ero altrove.
È sempre lì la cinta di colline
di quando mi baciavi all'alba,
e anche se difesa dalla messe
temevi che qualcuno ti vedesse
e tremando, col far del giorno scappavi.
Eppure nessuno passava,
né certo guardava
quel solivago schivo col bastone bianco
che fischiava ai merli.
Tuttor rivivo il peso dell'addio
di quando, come l'elce diramava l'ombra,
solo mi lasciavi,
segno che il sole risaliva a Dio.
È rimasto com'era il paesaggio,
ma nessuno di te ricorda nulla,
sol'io e la mia mente scialba
che non volle comprendere il messaggio
di quella tenera e magica fanciulla
che germogliava e appassiva all'alba.
(Agosto 2010)
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Commenti (4)
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laura salvatori17 gennaio 2011
"che non volle comprendere il messaggio... rimpianto, nostalgia. tristezza mirabilmente espressi con dolcissimi versi... Molto bella
Kiaraluna17 gennaio 2011
Struggenti rievocazioni di un tempo che il tempo non ha saputo sbiadire, perpetuo germoglio di un amore mai appassito. Semplicemente stupenda e coinvolgente.
Giuseppe Bellanca17 gennaio 2011
una poesia delicata e moto sentita dall'autore che nel ricordare momenti e luoghi vissuti fa scendere un velo di tristezza che attraversa tutto il suo spirito. versi che vivono nelle dita del poeta che fa parlare il cuore. complimenti per la tua composizione e per la sensibilità espressa.
Cinzia Gargiulo21 gennaio 2011
Versi delicati in cui s'intrecciano ricordi ed emozioni vissute con una lieve malinconia. Poesia che sembra un quadro d'autore, molto bella.


