Le pale

Giravano al contrario
le sue lacerate pale,
in un mondo immaginario
dove chi scende sale.
Sfidavano cosi le forze,
dettate dalla natura,
come se mille e più stanze,
avessero una porta sola.
Riportavano l'acqua al fiume
invece d'incanalarla
dopo averla montata ad albume,
la risputavan col fragor di una sberla.
L'acqua cosi era felice
pur se l'incontro la faceva soffrire,
avrebbe superato la tortura più atroce,
perché poi alla fine, penetrava il suo mare.
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