24/01/2011
Tra conserte braccia sfiorì il domani
che furente scongiura l'eterna sventura
e in tormenta gela il cuor contrito
il cui calco marca fuoco e ruggine,
dove fu la terra marcita al diniego
io seppellirò la mia carne sconsacrata
nel peccato tributato all'incoscienza,
e se dell'alba m'oscura anche il riflesso
possa la pazzia rinnegarmi il sangue
nel dolore e guarirmi nella lacrima
spesa a ricalcarle il profilo smesso.
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