Le rose di Auschwitz

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (17)
Un pensiero costante che si fa ricordo perpetuo... e come non ripercorrere, granello per granello, l'immaginato percorso folle di quei martiri... un terrore di cui noi possiamo solo respirare i contorni. Straordinario ricordare Pino... grazie di cuore.
Non si possono dimenticare per nessun motivo le vittime di un'atroce follia che ancora rimbomba nelle anime di tutti noi e crea indicibile sofferenza in coloro che sono superstiti di quelle famiglie sterminate...
per non dimenticare mai... straordinari versi per una riflessione che deve essere scolpita nel cuore di ciascuno di noi...
per non dimenticare... per le generazioni future perché' sappiano comprendere... grande pino
Per non dimenticare mai quelle anime... La tua poesia Pino son versi di puro cuore che guarda a quel massacro e ad occhi persi! Mai dimenticare... Sei grande poeta!
Non può spegnersi il grido di angoscia e di orrore, non può essere messa a tacere l'anima di tutte le vittime della follia umana assetata di potere. Ricordare, ricordare sempre, sperando che le nuove generazioni riescano in ciò che le vecchie non sono riuscite, forse è utopia, illusione, forse dovrà veramente finire questo mondo per farne nascere uno nuovo dove l'amore tra i popoli sia realtà. Grazie Pino
Non si dimentica... i tuoi versi fanno rabbrividire e accarezzano l'anima insieme in questo gesto d'amore che è eterno.
mai più debbono accadere queste mostruosità,per questo mi irrita questa nuova ondata di xenofobia, omofobia, che sta risorgendo, bellissima e sentita poesia
Su quell'orrendo crimine dell'Umanità c'è una definizione (se già non la conosci) che mi ha molto colpito: LA BANALITA' DEL MALE volendo significare che quelle crudeltà furono commesse così...come una cosa che andava fatta. Per fortuna è esistita anche la BANALITA' DEL BENE che, tramite qualche uomo giusto, controbilanciò, sia pure in minima parte, la schifosa aberrazione nazista. Infatti fu chiesto a GIORGIO PERLASCA, uomo che salvò la vita a molti ebrei: " Perché si adoperò tanto a rischio della vita?" La risposta fu sublime: - Lei che cosa avrebbe fatto al posto mio?- Ormai è assodato che ci fu anche la supina connivenza e accettazione di chi poteva opporsi e non lo fece. Quindi fu "un sonno" della coscienza generale non solo nazista.
Ho letto una poesia sul perdono e ora leggo questa ed il mio pensiero è andato a Giovanni Paolo II che ha insistito sul recupero della dimensione del perdono e lui stesso, in occasione del Giubileo del 2000, chiese perdono agli Ebrei a nome dell'umanità intera per l'olocausto subito. C'è un documento che parla di questo "Noi ricordiamo: una riflessione sulla Shoah" voluto da Giovanni Paolo II (Ediz. Paoline) In tale documento il Papa chiedeva perdono e invitava anche a ricordare per non dimenticare ma anche per trasmettere ai giovani questa orrenda pagina di storia affinché fatti del genere non si ripetano mai più nella storia dell'umanità. Poesia ben scritta che fa riflettere.
E' una poesia che oltre a far rabbrividire, fa riflettere, nonostante siano stata già fatte tantissime riflessioni sull'argomento. Un crimine che resta agli occhi di tutti, un'azione spietata, degna di non essere neppure menzionata se non nelle preghiere! L'autore, con estrema bravura, ha saputo cogliere perfettamente ogni attimo, proponendocelo con tutta la rabbia che si ha nel cuore e che si è riservata su un foglio bianco, mentre i pensieri erano bagnati dal sangue. Che dire? E' davvero molto molto significativa... molto bella!
Versi che restano impressi nella memoria oltre che sulla lapide, in un giorno freddo d'inverno, un corpo straziato, ucciso ingiustamente. Una poesia da brivido scritta con la solita maestria, davvero complimenti Pino!
Oltre diecimilioni di vite, villipese, depredate di ogni cosa, private della loro dignità, nudi in piedi mostrando il corpo scarno, torturati, seviziati... ammazzati, bruciati... ancora si sente l'acre odore di pelle arsa e i lamentidi quelle anime che sempre vagheranno Per non dimentica, per poter gridare lo sccempioche un uomo solo ha fatto alla porpria nazione ed al suo popolo, di un uomo tanto potente da riuscire a plagiare un'intera nazione, ora in ginocchio per i misfatti compiuti dai propri padri... ricordiamo anche altri massacri, seppur in Paesi lontani... Meravigliosa poesia di dolore Applausi alla tua sensibile anima, mio caro Poeta
E siamo vicini al Giono della Memoria, infatti. Ma non so se questo giorno servirà davvero a ricordare, alle generazioni future, lo scempio, se servirà a fare in modo che vi sia più amore. Sono piuttosto sfiduciata, perché l'uomo sembra non imparare nulla dal suo passato. Una lirica che ho apprezzato molto per stile, forma e conenuto!
per non dimenticare l'orrore e la crudeltà dell'uomo e condivido non ricordare solo il giorno della memoria ma sempre in ogni gesto o pensiero inumano poesie che fanno male e Dio sa quanto nel scrivere e nel leggere versi che commuovono fino alle lacrime, capolavoro di sensibilità, meritevole d'antologia, inchini Pino la conservo!
Per non dimenticare... mai... a volte mi chiedo che avevano dentro al petto coloro che fecero tutto ciò, no un cuore non un'anima di certo... Poesia che ho letto coi brividi nella schiena, il dolore si percepisce a pelle viene fuori tutta la sensibilità di questo autore che è un grande poeta... complimenti...
è una lirica stupenda che sgorga, tragica e dolorosa dal cuore di un uomo che abbraccia e piange con ogni essere che soffre. Veramente eccezionale come Poeta e come uomo...














