L'esercito della "saggezza"
Questa è una favola molto carina,
adatta, adattissima ad ogni bambina,
che voglia crescere sana e matura,
proiettata verso una degna vita futura.
Essa è ambientata in una casa carina,
piena di tende, in via dell'"Orgettina".
Ci sono tutti nidi rosa e rossi,
dove ballano folaghe e grandi pettirossi;
e poi c'è la " colonia " di gattine,
ognuna col il suo campanello e le lucine;
nella stagione degli amori,
la loro codina è sempre alzata,
eh, si son proprio belle, che "figata".
Son tutte micine di gran razza,
mai bastardine, a forma di ragazza,
misure perfette,
e dal collo in sotto,
c'è sempre vita,
specie in salotto .
In ogni posizione fanno scena,
specie se sono di buona vena,
e soprattutto se entrano in simpatia
del GRANDE GATTO, che è un'anima pia.
Lui si concede a loro per favore
esse lo leccano con candore,
e poi dopo una bella slurpatina,
c'è sempre per loro una dolce sorpresina.
Si va dalla scatoletta al pregiato bocconcino,
ma il non plus ultra è un bel pacchettino,
pieno di tanti foglietti profumati
di essenza pura "CATS "...
appena coniati .
I due o più gatti maggiordomi glieli porgono,
alla fine di ogni festicciola,
e loro belle belle se li prendono,
e vanno a casa, dalla famigliola .
E' un duro lavoro quello che fanno,
bisogna capirle,
non fanno alcun danno,
anzi, è un bene per l'umanità,
infatti sono tutte in odore di " gattità ",
perché quando il GRANDE GATTO è soddisfatto,
per la colonia c'è sempre un ricco piatto,
e cosi' i servi dicono che gira l'economia,
gira ricchezza e gira l'allegria,
girano i giri, girano le balle,
e a qualcuno girano le p..e.
Io questa storiella
non la trovo affatto bella,
e anche se la sua fine sarà per forza lieta,
spero che le gattine
vengano messe tutte a dieta,
avanzi, acqua sporca,
niente miciocaina,
uno squallido gattile per dimora,
solo una volta al mese un bagno,
anzi un veloce sguazzo,
senza veder mai più
nessun ... pupazzo .
si, quel... pupazzo che le ha arricchite,
per il quale andranno in crisi d'astinenza,
quel pupazzo causa del disagio
di chi lavora in silenzio e degnamente,
vittima consapevole
di un mondo nauseante
stracolmo ormai di umanità insenziente.
©
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