Piccolo uomo sofferente
Incroci rumorosi...
bivi suscettibili di
storture,
accarezzano il
lembo inestricato
della tua esistenza.
Condizioni acerbe di
stantii mali terrestri e
colpevoli di umide lacrime,
sparse sin nel
più intricato antro
del mantello infuocato,
pieno di lordure e atrocità.
O' piccolo uomo, non
conosci il tuo cammino!
Dov' è la tua meta?
Sembra forse giusto
questo tuo squallido e
inspiegabile atteggiamento
nei confronti di un
Essere, che per sua
spontanea bontà e
amore, ti ha concesso
questo tuo spazio
angusto e finito,
del quale tu non conservi
il ricordo, e che stai
calpestando non meno
violentemente della tu anima?
O' uomo ingenuo e
stanco, senza appiglio
e pieno di superbia,
lascia stare la tua
ambizione e il tuo
piacere personale,
non rifugiarti in falsi
idoli e apparenze
insensate.
Svegliati piccolo uomo
e lotta per la tua vera
libertà; rinuncia ad
ascoltare parole poco
credibili, piene di
falsità e menzogne.
Apri la tua anima al
mondo, piccolo uomo;
apri gli occhi di te stesso
e osserva le atrocità e
le bassezze che abitano
questo insignificante punto,
disperso nella vastità
dell'etere scuro, costellato
di stelle colorate.
Girati uomo sofferente e
tendi la mano alla tua metà
che hai dimenticato lungo il
binario dei secoli e insieme
ricomponete quell'essere
magico e fatato che abita
i meandri del tuo piangente
cuore.
Riacquista, piccolo uomo, la
tua più profonda essenza,
che scorre nelle vene
ormai rigide e poco
flessibili degli anni
macchiati dal tempo
lontano che fu.
©
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Commenti (1)
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K
Kate3 settembre 2006
molto bella e molto sentita questa poesia, quest'uomo che senza la sua metà non è nessuno.