Velato Confine
Nicolò Tevere
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All'improvviso un tonfo,
un respiro... le tue braccia!
...in te mi compiacqui
accettar cotanta esistenza
che ruolo mio assunse
per tua dolce richiesta.
Inevitabile fu il traversar velato confine,
che in uomo trasformò 'si dolce angelo,
ma che il destino suo,
all'origine lo rivolle presto,
non per crudel capriccio,
ma per divin disegno
che ruolo mio in questa valle,
di breve ascesa fosse capace.
Misterioso ardor,
da incomprensibile dono scaturì sincero,
lunghe attese in sacrifiche vite
assoggettasti creature inermi,
che impossibile fu per loro
meditar cotanto destino,
ma che io, sapiente creatura,
impavido mi affacciai,
per infinito amor rimembrar presenza...
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Nicolò Tevere
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