Travaglio d'amore
Nicolò Tevere
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In amene oscurità
galleggia claudicante il cuore mio,
che di chiassose menti in solerti aguzzini
di penar non si cura affatto.
Come candida neve da cieli imbruniti
ti affacci ridendo,
deciso e impaziente di penetrar confini
di rocce d'orgoglio, avendo diligenza
di attender sereno tempeste passate.
Il tuo nome,
riecheggiante mani di velluti saccenti,
amor pronunziar si vuole,
ma impotente trasformar si appresta,
se di perdon non v'è menzione.
Inutile travaglio di amorosi sforzi,
se di condonar convinti non udiam consigli,
illusi forse che di superiorità assoluta,
è padron siffatto ego.
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Nicolò Tevere
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