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Satira 6 febbraio 2011 · lettura 4 min · 1644 letture

Elogio del male

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
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Parla il male (1) I Comunque di me parlino volgarmente i mortali io solo guido e regno questo mondo malato io da sempre piantato come un'alta sequoia che una selva sovrasta dall'inizio dei tempi già da quando Caino il mio nobile figlio versò 'l sangue fraterno passando per imperi violenti e sanguinose battaglie che da sempre hanno riempito il mio calice dove ho sempre bevuto degustando il sapore de' vinti e de' vincitori sciocchi sì credendo d'aver ottenuto qualcosa se non sol la mia gloria. II Capitato è per caso che mi fermassi qui nel bello e italo regno (2) e per caso v'ho udito del vostro imperatore o come lo chiamate voi adesso il presidente (ma di quale consiglio se fa tutto da solo?) e di questo parlare ora io voglio con voi ché con voi mi compiaccio lui l'avete ben scelto dato che rappresenta quasi perfettamente ciò che io voglio per voi perché voi non sapete come i bambini ciò che è giusto per voi tutti mortali feccia sacra ad un dio che non c'è fra di voi mentre io sì. III Ho letto sui giornali delle sue pagliacciate ma voi cosa credete? che a me non sia gradito burlare anzi da sempre un grande mattacchione io sono e quell'omino gagliardo tanto è caro a me ed alla mia corte cortigiane puttane di cui giù mi circondo e lui lo stesso qui (in terra di poeti scrittori e anche pittori) combina alla sua villa pagando ed elargendo mentre voi qui nuotate in un mare di merda sì come oro colato per lui che non se ne frega un cazzo di nulla se non sol di se stesso. IV La mia volgarità non ritengo vi turbi abituati a ben altro voi siete, o d'italica regal stirpe discesi! quanto vi amo sapete abbandonaste invero la strada retta grazie a lui che ora vi regna poiché grande lui fu quando fin dall'inizio vi buggerò sì al trono salì e cambiò le leggi in modo da non esser mai toccato da alcuno, oramai vi controlla con le televisioni ad arte sistemate per non farvi sapere la vera verità su di lui e sulla sua cara gente degenere. V Così spero che il mondo ben comprenda la sua grande mente funesta che gran lodi da me per sempre lui avrà e spero che per lungo tempo ancora al governo rimarrà fino a quando la Morte chiamerà anche lui ed io così spedirlo ad Antenora (3) potrò da mio fratello Lucifero ove soffrono chi come lui tradiron lor patria grandiosa, io non scherzo attenzione io qui adesso concludo e comunque vi dico applaudite vivete state bene e bevete discepoli miei continuate così. (1) Si veda in proposito il testo satirico "Elogio della Follia" di Erasmo da Rotterdam, di cui l'inizio: «Utcumque de me vulgo mortales loquuntur [...]» («comunque di me parlino volgarmente i mortali») e la fine «Quare valete, plaudite, vivite, bibite [...]» («per cui state bene, applaudite, bevete») (2) L'Italia, il "bello e italo regno" come scrisse Ugo Foscolo nei suoi "Sepolcri" (3) Antenora era il girone dantesco in cui finivano i traditori della patria, precisamente la seconda zona del IX cerchio.
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Nell'imagine: un'illustrazione di Gustave Dorè raffigurante il Cocito, il lago ghiacciato nel nono cerchio dell'inferno dantesco, il cerchio dei traditori. METRICA: SETTENARI

L'autore
Michele Tropiano
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Commenti (2)

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Le nostre esternazioni, purtroppo, non hanno orecchie e quelli che ascoltano, spesso, fanno finta di non sentire. Se l'immoralità si fa costume e viene amplificata dalla politica quale sarà il riferimento dei giovani che si affacciano al mondo? Il mio non è perbenismo bigotto. Ne l'uno e nell'altro. Sono amare considerazioni che scaturiscono dal constatare che ormai ci siamo incamminati su una deriva scivolosa che porterà solo nel fango!

P
Poeta Mario Arena10 marzo 2011

Bella la lirica, bella anche l'idea e forti i concetti espressi. Interessanti gli spunti tratti da opere di autori famosi, che arricchiscono la conoscenza del lettore, quale che sia. Di sicuro impatto. Peccato che la forma ed il lessico, nonché la scorrevolezza di quanto scritto, lasci a desiderare, a causa della scarsa conoscenza dell'importanza della punteggiatura nella lingua italiana. Sarebbe stata fantastica se periodi troppo lunghi non avessero reso poco scorrevole quanto esposto.