Fra i sogni caldi che coltivo
Omero Sala
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Fra i sogni caldi che coltivo
riappare un pomeriggio estivo,
fresco di pioggia, dolce ed infinito.
Io me ne sto disteso rilassato
ad occhi chiusi in abbandono
e tu, benché appagata,
non abbandoni il campo:
mi giri intorno scivolando lenta
sul letto sfatto;
esplori un centimetro per volta la mia pelle
con diligente metodica attenzione;
usi occhi e mani,
usi naso e bocca e orecchie
per ispezionarmi tutto;
esamini, indaghi, verifichi e analizzi,
valuti colori e consistenze,
studi scabrosità e levigatezze,
fai confronti e paragoni,
analizzi tonicità, spessori, compattezze,
fiuti gli odori,
vagli opacità e trasparenze,
controlli umori, classifichi sapori.
Io resto assorto, quasi assente.
Me ne sto fermo
mentre il pomeriggio si consuma
fresco di pioggia, dolce ed infinito.
Immobile assaporo
i mille diversi brividi che dai.
Ascolto inerte il mio respiro quieto
e sento il tuo che cresce e che si fa,
ora,
impercettibilmente più frequente.
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L'autore
Omero Sala
Commenti (2)
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Amara7 febbraio 2011
...è un eros delicatissimo e sensuale... che regala immagini di piacere lento... uno scrivere fluido e semplice che si fa leggere con morbidezza... ma mi perdonerai se al mio orecchio... la 'd' eufonica di 'ed analizzi' ...suona di troppo... mi piace assai...
Luciano Tarabella7 febbraio 2011
Fra l'Iliade e l'Odissea bravo il Sala che si bea!


