L'abisso
tentacoli e comicità
l'odore acre dell'oppio
la fangosa intollerabile nebbia
mattutina
l'erede al trono
assonnato e glabro
in una eruzione di ostilità
ti immagino luminescente e disincantata
un faro disinvolto
una radice allucinogena
al cospetto con l'idea della notte
un bacio casto
una fertile misantropia...
poi ci sono le voci della disfatta
l'ozio della misericordia
il vuoto pallido dei ricordi in bianco e nero
afferrami nel sonno
quando la morte corteggia il mio coraggio
portami lontano
lungo le rive spigolose
lungo i confini ostili
lasciami entrare solitario
un rantolo inquietante
di bestia ferita
una musica liberatoria
di sangue e fetore galleggiante...
onnipotenza e disfatta
ribellione e ospitalità
cancro liberatorio
tramonto prematuro.
©
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