Gettate di colore
prive di qualsivoglia
senso
lontano dalla calca di passi
concordati
fuori dai binari
asciutti
scacciate dai proclami
logici
sono
queste mie parole assenti
questi gusci anacronistici
queste dimore inabitate
e insonni
un tempo perduto e innocuo
a ricercare
il sonno
a valutare i cantici
a intonare lodi
poi sgomento e guerra
un piano sequenza di volti
putrefatti
di gioie da infantilismo
di mummie marcescenti e affrante
di favole da crocifissione
alla luce bianca
di chi sorride e muore
avviluppato
alle proprie sciatte e ignobili
virtù.
©
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