La mia Dea

Ti offrivo l'uva
e l'occhio importuno
invadeva il colore
del complice dono.
Le tue mani indiscrete ed esperte
sfioravano i granuli,
così le carezze sui fianchi
nell'Amore.
Il desiderio delle labbra
timorose ma esperte al gusto del frutto,
come un bacio sulla fronte
testimone al risveglio.
Si estendevano le tue braccia
sui grappoli al sole,
primizia da esporre sul cesto,
come il rito di sposa al corteo.
Così trovai la mia Dea
accanto ai perché del silenzio.
Solo tu apristi nell'anima
parole di dolce tenerezza,
e nel mio cuore tu vi sosti
da sempre...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (2)
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Silvia De Angelis12 febbraio 2011
Immagini meravigliose di un amore che sa donare sè stesso in attimi di intensità che rimangono impressi segnando un tracciato indelebile nell'anima...
Danielinagranata12 febbraio 2011
un dire pieno di dolcezza, un sentimento che cresce lentamente nell'anima e si fà strada l'amore, in pensieri sempre più presenti e sinceri. Molto bella


