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Ribellione 13 febbraio 2011 · lettura 1 min · 6495 letture

Non piangi più

Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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Non piangi più mi sforzo a ripescare la tua voce ma c'è un dedalo che non concede chances nella mia mente sbatto nel muro di questo silenzio ch'è irreale immagine di sale la bambola sbilenca sul divano è tale e quale ha il sole nei capelli e in fondo agli occhi fissi, l'alto mare mi sono chiuso a chiave dentro il labirinto per non lasciarlo entrare non piangi più e Dio...? mi chiedi dov'era il Dio che non ti vide supplicare... dove quel Dio che è appeso solo in chiesa e della stessa furia, queste mani sporche di candore non si curò d'incenerire! dove? dimmelo tu... se mai lo vedi.
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Avrà mai fine questa strage d'innocenti? All'interno delle famiglie sempre più lager... depressione, scene di ordinaria follia... e non posso più fare a meno di pensare... perché questo nostro Dio d'amore resta a guardare?? Cristo, l'Innocente, pagò per i nostri peccati ma lo fece consapevolmente... questi figli quali colpe devono espiare in questo mondo, se non le nostre? Scusate lo sfogo... ci sono cose a cui non ci può abituare. Quel libero arbitrio non riguarda i BAMBINI, rapiti, seviziati, massacrati, sciolti nell'acido... se esiste un Dio dovrebbe esistere anche la sua Pietà.

L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (21)

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C

sai, ho 2 figli, ormai uomini, per 12 anni ho avuto un matrimonio con un marito che picchiava sia me che i figli, dopo il divorzio, ho dedicato moltissimo tempo ai miei figli, per disintossicarli dalla violenza patita, oggi sono promotrice di centri d'accoglienza pro donne maltrattate. bellissima poesia, complimenti, sei splendida

Anna Maria Obadon13 febbraio 2011

Credo che Dio c'entri poco in questo crescendo di spaventosa violenza assoluta, abbiamo il libero arbitrio ma troppo spesso ci comportiamo come neanche le bestie peggiori riescono a fare. E' un orrore che mi uccide.

Giacomo Scimonelli13 febbraio 2011

versi da leggere in silenzio... inchinandosi davanti tale dolcezza...

Lina Sirianni13 febbraio 2011

Uno sfogo condiviso nelle sue riflessioni, la famiglia che un tempo era sinonimo di "casa", che ci proteggeva dagli "estranei" è diventata essa "sconosciuta", cosi giorno dopo giorno restiamo impotenti davanti alle notizie su stragi di innocenti, ma Dio non ha colpe ha lasciato all'uomo libero arbitrio, quel libero arbitrio che è sempre più egoistico e che allontana dalla sua parola...

Franca Donà astrofelia13 febbraio 2011

grido di dolore che nasce spontaneo dal cuore e non c'è dio che sappia trovare un motivo o una scusa a tutto ciò sta accadendo. Perché questa follia insana, questo massacro di piccole vittime innocenti? ...è un urlo che resta sospeso nel cielo insieme al pianto e all'impotenza di tutti noi. Un abbraccio di solidarietà ed affetto.

D
Dany Blasi13 febbraio 2011

Questa società dove il decadimento dei valori è norma, ormai assodata, la follia sembra accompagnare l'anima dell'uomo, che compie la sua mattanza su giovani vite inerme e indifese e un urlo s'eleva allora al cielo. Dio perché tutto ciò?Lirica di notevole impatto e intensità del verso che portano ad una profonda riflessione dell'anima!

Midesa13 febbraio 2011

grido che rimane inascoltato... tragedie che si susseguono senza alcuna pieta'...quando il mostro è tra le mura di casa niente ha più senso... grandissima ...

mario calzolaro13 febbraio 2011

...non credo che vi sia, sulla faccia della terra, chi possa rispondere agli interrogativi dell'Autrice, alla sua ribellione. Io, nell'apprezzamento dell'opera sua, posso solo condividere il suo grande dolore.

Aldo Bilato13 febbraio 2011

sensibilità ai massimi livelli... indignazione, sdegno, denuncia, supplica... mi unisco al coro dei consensi e applaudo ai tuoi bei versi... cià*

Rosy Marchettini13 febbraio 2011

Dov'era Dio quando... ricordati che Dio fece uccidere i primogeniti egiziani per liberare il proprio popolo... a volte mi domando Dio dove sei quando l'anima è stracciata nel sentire, leggere ciò che sta accadendo Violenza inumana, nemmeno gli animali sono così feroci, quando lamamdre mangia il proprio figlio elimina il malato... non lo so, ho tanta paura Bellissima questa tua poesia, onore ai bimbi del mondo tutto e non solo a loro Mille rose rosse, Anna, per te

Giorgio Dello13 febbraio 2011

una ribeliione che condivido, alle volte ci si domanda davanti alla strage di Angeli dov'è DIo? Ma il mondo lo gestiscono gli uomini... e il problema è: dove sono gli uomini? l'uomo ha saputo solo distruggere se stesso e lo continua a fare anche sulle sue ceneri! Un dolore d'anima che solo un poeta con la P maiuscola può farne carico nel suo cuore e con questa meravigliosa lirica Urlare! Un inchino profondo alla tua sensibilità poetessa, se altri cuori seguiranno la strada delle emozioni più profonde e scopriranno ancora l'arcano significato della parola uomo... forse ritroveremo quei valori e sentimenti calpestati sotto metri di pece!

Pino Tota13 febbraio 2011

me la sto ripetendo da anni: una domanda senza risposte... dicono che "bisogna" credere... ma a chi o cosa devo credere? e perchè? forse per sentirmi più forte quando vedo giornalmente l'umanità violare la vita degli innocenti, dei poveri, dei disadatti, degli emarginati? ogni volta invece mi sento più debole... esausto... sconfortato. Una stupenda lirica, un grido di dolore che perfora l'anima.

Silvia De Angelis13 febbraio 2011

Sembra lontano dalla nostra dimensione quel Dio di cui si parla sempre e sempre indifferente alle tragedie dell'umanità che si susseguono, atrocemente senza tregua... credo che siamo nati casualmente in un luogo ove si sono presentate condizioni favorevoli alla vita... che non siamo in grado di amare e rispettare... Stupendi versi

Felice Di Giandomenico13 febbraio 2011

Le domandi che ti poni in questa tua lirica sono più che legittime. Vi sono episodi della vita che, per quanto ci si possa sforzare, non sono spiegabili né con la ragione, né col semplice buon senso. Questa poesia mi ha messo i brividi addosso per il profondo significato che cela. Veramente un ottimo componimento, una ribellione in versi molto apprezzata e condivisa.

Luigi Arcopinto13 febbraio 2011

Una lirica molto intensa e di forte impatto emotivo che diviene un grido dell'anima... Estremamente sentita ed apprezzata, complimenti.

Danielinagranata13 febbraio 2011

Un urlo di dolore, di rabbia, di impotenza ci si chiede perché? perché debba accadere tutto questo versi che fanno molto riflettere versi che straziano il cuore molto intensa e sentita profondamente

Lena Orfeo13 febbraio 2011

Presumo che tutto ciò accada proprio perché l'uomo s'è allontanato a tal punto da Dio da non riconoscerlo più...Di questi tempi trovo difficilissimo spiegare cosa sia esso per ognuno di noi... Troppe strumentalizzazioni, false verità..." Ama il prossimo tuo come te stesso"...già...peccato che spesso non riusciamo nemmeno ad accettare noi stessi, ad amarci con le nostre debolezze i nostri difetti... Pretendiamo da noi stessi molto più di quel che ci chiede Dio... In questo modo i deboli sono il nostro capo espriatorio, qualcosa che ci rende forti nel sottometterli... Grazie per l'immensa poesia e per la riflessione che da essa scaturisce!

Berta Biagini13 febbraio 2011

E' difficile trovare delle risposte – bisognerebbe solo rimboccarsi le maniche e fare di tutto affinché ciò non avvenga – tutti dicono che bisogna prevenire e non curare – ed allora non tappiamoci gli occhi di fronte all'evidenza, non speriamo in qualcosa che non potrà mai esistere – lo so, sono solo parole, ma da qualche parte bisognerà pur cominciare – sentitissima!.

Daniela Pacelli13 febbraio 2011

Un urlo di dolore, un urlo di una mamma che sa cosa vuol dire essere mamma. Troppi innocenti, troppi bimbi spenti nell'ingenuità della loro età, schiavi dei soprusi dei grandi. Basta è arrivata l'ora di dare un taglio, di evitare queste orrende tragedie e soprattutto deve pesantemente pagare, chi compie simili ignobili atti. Molto bella, mi unisco al tuo grido!

Annamaria Barone13 febbraio 2011

E' un grido di dolore, di disperazione... e nessuna forza divina brucia con un fulmine quelle mani prima che compiano quel terribile gesto... uno schiaffo, una violenza, il recidere una vita innocente... e forse nello scrivere queste parole anche a te sono venute alla mente le innumerevoli immagini di bambini, alcuni senza nome altri con nome e cognome che ci hanno fatto precipitare nel baratro dell'ansia, della paura, del rifiuto di pensare che anche questa volta il mostro ha fatto una vittima, o due insieme, quei due angeli che ci guardano dagli schermi della televisione con quegli occhi pieni di fiducia...

Cinzia Gargiulo14 febbraio 2011

Condivido il dolore e la rabbia espressi dall'autrice per la violenza che viene esercitata troppo spesso contro i bambini e molte volte proprio da chi dovrebbe amarli e proteggerli ma non credo che Dio abbia qualcosa a che vedere con questo. Dio non è un burattinaio che manovra l'uomo, piuttosto ci ha donato la razionalità con cui scegliamo consapevolmente di fare o non fare il male. Credo che piuttosto che chiamare in causa Dio dovremmo pretendere una giustizia vera che punisca i colpevoli senza trovare sempre delle scusanti per cui si dovrebbe smettere di fare uscire la gente di galera o ridurre le pene a pochi anni grazie alle continue perizie psichiatriche a cui la nostra giustizia ricorre. La poesia è come sempre ben scritta.