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Riflessioni 15 febbraio 2011 · lettura 1 min · 5351 letture

Nata dannata

Kiaraluna 1203 poesie pubblicate
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* C'è un buio che sconfina mai dentro la luce è nero seppia dal sapore di condanna l'inchiostro che t'iscrive nella storia analfabeta d'anima, non sai reietta sin dall'alba la tua vita semenza senza colpa e senza scelta maledetta *
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Si può non credere al destino, ma ci sono persone la cui storia si evolve solo nel dolore, di generazione in generazione, come preda di un virus irreversibile. Di padre in figlio, di madre in figlia, ereditaria negazione di serenità.

L'autore
Kiaraluna

Scrivere è nel mio DNA ,ho iniziato da bambina,qualche decennio fa.... traballando,senza una reale mèta,ma solo con la maturità ho imboccato la strada che sento appartenermi e più ancora di recente ho scoperto che "leggersi" a vicenda arricchisce molto e , che per poter suscitare emozioni, bisogna per primi averne res

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Commenti (17)

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Franca Donà astrofelia15 febbraio 2011

i buddisti lo chiamano Karma, altri destino... altri ancora disonore o sfortuna! versi intensi e colmi di vita vera.

S
Silvia Cingolani15 febbraio 2011

A volte è prprio difficile spiegare il perché di certi destini... io credo che sia meglio non cercare per forza delle risposte, ma accettare ciò che ci è dato, anche se non è facile... però che altro fare...

d
dragonero15 febbraio 2011

non mi dicono niente questi versi, non capisco il titolo non capisco il dono da melodramma, un tema svolto male che forse solo l'autrice sa spiegare ma qui i commenti negativi li faccio solo io? per tutti è sempre tutto splendido?

Loretta Stefoni15 febbraio 2011

Versi molto intensi e toccanti. Sentita e condivisa, mia medre mi diceva sempre: "Quando una madre è sfortunata, la figlia gli va sempre dietro" ... ma non credo che ci sia un destino scritto e che noi non possiamo fare niente per cambiarlo. Mi piace essere ottimista, almeno in questo.

Silvia De Angelis15 febbraio 2011

Alcuni destini crudeli sembrano imperversare di generazione in generazione, come se un'ereditaria avversità non potesse trovare altre vie onde esplicarsi...

Pino Tota15 febbraio 2011

Una cosa che non capirò mai... sempre argomentando della infinita bontà di un Dio che è sopra di noi... non solo famiglie, ma intere generazioni di popoli...

Berta Biagini15 febbraio 2011

Una riflessione che mi sono posta tante volte ed alla quale credo proprio non si possa fare niente, ma solo accettare sperando che una piccola luce torni a brillare prima di chiudere gli occhi per sempre.

Antonio Biancolillo15 febbraio 2011

Anche se non ci credo a questo destino così tanto messo in grassetto ... sul libro di tanti... bisogna ammettere che il tutto appare indecifrabile... senza un senso... ma sono convinto che nessuno mai nascerà maledetto... forse il non senso abita nel nostro modo di pensare e di vedere... Molto bello lo stile dei versi...

Danielinagranata15 febbraio 2011

Versi diretti crudi e amari me lo sono chiesta spesso anche io la sfortuna sembra essere ereditaria molto sentita e condivisa

Moreno il Duca15 febbraio 2011

io questa situazione la chiamo sfiga e non destino non ci credo al destino è tutto scritto già scritto molto prima della nascita complimenti poetessa

Cinzia Gargiulo15 febbraio 2011

Condivido il commento di Antonio Biancolillo. Bella riflessione.

D
Dany Blasi15 febbraio 2011

Si, ci sono delle vite che sembrano avere su di loro la sfortuna da sempre, ma credo ci sia un Dio da pregare perché ognuno di noi non sia mai maledetto, ma nonostante le avversità della vita, ci regali nella preghiera quella forza interiore impagabile chiamata fede, che capovolge la vita e quel Dio che dal trono rovescia persino i potenti, a volte sono loro la maledizione dell'umanità intera! Lirica di notevole e forte riflessione!

C

è vero, si protrae di generazione in generazione il dolore, come vi fosse una maledizione splendida poesia

Rosy Marchettini15 febbraio 2011

Incidenti, malattie, carcere, una vita di sofferenza, sembra che tutto il male ed il dolore del mondo sia sopportato da quella persona... quante persone nel mondo vivono una vita "dannata"...scelta nel bardo?...anche io lo chiamo Karma ma davvero nonso dare una spiegazione logica Molto bella e profonda questa tua poesia

Giorgio Dello15 febbraio 2011

di padre in figlio, di sorella o fratello nel sangue, dolore... generazione dopo generazione un virus maledetto. Ma la serenità si assapora in un istante, nella vita concessa, tesoro di un momento e infinita essenza! Cucita adosso!"! Meravigliosa e... senza parole!

C
Carlo Barretta16 febbraio 2011

Una poetessa che non delude mai! sempre profonda nelle sue riflessioni, sempre dotata di un ritmo capace di insinuarsi sotto la pelle. In questa poesia la scanzione somiglia a tante pugnalate inferte da una vita amara e misteriosamente predestinata. Inconsapevole e indifeso soccombe sotto i colpi di mano sconosciuta l'essere umano che prende consapevolezza della sua fragilità. Bella? Non solo: pregnante e condivisibile interamente!

M
Mimì17 febbraio 2011

Quanto ragione Poetessa... Il cuore sanguina, ma ha ancora Speranza perché forte è la Fede. Complimenti, con le lacrime agli occhi ripeto: I Miei Complimenti, sei Grande Poetessa, Grande e Umana, sei una Benedizione per Noi... Mazzo di rose per te e segnalibro per non dimenticare...