Controluce sulla carezza di mare
Sul mare che spiaggia l'orizzonte
muta quel segno che si rompe
d'eguali e lente onde a spiegarsi
nel sospiro di fuga un abbandono.
Dell'aria pungente ho le braccia
dello scoglio l'immobilità da sempre
e la salita e la discesa umore di luna
che si ritrovi l'alta marea nella bonaccia.
La lanterna del guardiano che passa via di fuga
per non confondersi col fido faro.
Chissà fino all'altra sponda se abbaglia
o se rimbomba da sfondo lo specchio
sulla carezza del mare?
Nel vetro del cielo d'oro nuda si scioglie.
Controluce.
©
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