Portraits
eppure potevamo avere due attimi vicini tra loro
due porte che si guardano ed io a bussare tra il vuoto
o nella poca realtà a trascinarci l'incontro che era riempire
fino a sfondare il muro e fondere l'aria tra me e te nello spazio
potevamo chiamare una città senza mare per non sentirci
distratti da pensieri che sono romantici per averli pensati
scivolando con lo sguardo già oltre la gente che passa
in un altro schema di mondo, tra suoni colmi di fretta
e rumori di indifferenza.
potevo solo guardarti e voltarti le mani per leggerti
con le dita come un cieco che tocca le cose
cosa avresti sentito non viene dato a sapere
il lento vagare del bacio anche quando hai voluto
che i capelli restassero sciolti pieni di vento i fiori
rossi che le bambine raccolgono adesso, il labbro
imbronciato e nessuno sapeva risponderti
se fosse così caldo il tuo cuore mi scivolerebbe
mentre lo penso e la goccia nel vetro è la linea
che respiro malinconia che scende riempendosi
se avessimo avuto due porte con il numero uguale
oppure anche solo a vedersi sarebbe tutto rimasto per terra
i nostri corpi stanchi di essere in piedi e la distanza
delle pareti nel corridoio
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Commenti (2)
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Aldo Bilato16 febbraio 2011
tu, ti senti troppo in alto... se cadi ti fai male... credimi... compra un paracadute!...cià*
Amara19 febbraio 2011
...troppo in alto?...mah... non comprendo... io trovo questo testo bellissimo... emotivamente forte... e pieno di suggestioni...

