L'angelo della morte
Luigi Di Landro
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Miei veri amori
segnatevi di rosso
sangue sofferto e spento,
ch'al suon di campana
d'ore l'angelo passa
e, freddo, tutto muore.
Come alito nero
spira, come carezza
di scura seta attira,
come silenzio soffoca
e mai vita elargiva.
Vivo fiato vi sembra
quel dolce pien sorriso
di candela che ghiaccia,
ma, allegra, la faccia
s'accontenta e spera.
Angelo mio, bellezza
divina, distaccata
pienezza, che giustizia
ringrazia ed eleganza
appreza, di quell'agnello
mi bagno e mi salvo
da un prezzo troppo alto
da pagare: tu di stirpe
reale m'hai spaurito
nel ricordar e lasci
il mio cuore ferito,
ma pronto per andar.
Come un albero stinto,
colmo di linfa pinta,
ma fuor d'ogni logica
sospinto a lasciar.
©
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L'autore
Luigi Di Landro
Mi chiamo Luigi Di Landro e sono nato a Roma, il 26 settembre 1986. Sono stato da sempre catturato dal fascino del calore e della complessa realtà del sud Italia, di cui la mia famiglia è originaria, e dall'importante peso dell'Ordnung della potenza germanica, da non confondere con la fanaticheria, di cui sono un e
Commenti (1)
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Michele Tropiano21 febbraio 2011
bellissima! una stesura perfetta ed immagini che, attraverso i versi scritti magistralmente, si caricano di significati. la conservo

