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Famiglia 19 febbraio 2011 · lettura 1 min · 3408 letture

Il mio generale

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hy ju 442 poesie pubblicate
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Non avevi fretta con me ti chinavi e arrivavi giusto alla mia altezza Mi smarrivano quei tuoi occhi dove non nascondevi una sola ombra d'emozione Il colonnato ingrigito alle nostre spalle foglie di verza gatti affamati e i colombi del mercato Passava il vento orientale fra le mie ciglia e sul bianco del berretto a maglia Vedi le nuvole? Vedi le onde? Di vetro le biglie le tue lenti in montatura nera gli occhi incorniciati che mi dicevano la vita grande Mi raccontavano il mondo vero Poi un mal di denti strano s'è rubato la tua forza ha ridotto in sussurro quella voce fonda in briciole la tua umanità senza paura come pochi condottieri Di te mi resta il nome da generale e la fibra invincibile tracce del tuo passarmi accanto proprio all'inizio del mio cammino eppure ti sono ancora fedele
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Commenti (8)

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Maurizio Melandri19 febbraio 2011

Quello scavare dentro la nostra vita, quando vita e gioco sono ancora una cosa sola... e questo ricordo che riaffiora, una fedelta' che serbiamo ai nostri ricordi più intimi che restano con noi, inseparabili pur nelle bufere dell'esistenza. Emozionante... si ma anche dolcemente malinconica.

Aldo Bilato19 febbraio 2011

tutto mi piace di questa poesia!... le immagini donate... il giusto ritmo impresso ai versi... le metafore che spalancano le finestre della fantasia all'immaginario di chiunque voglia riconoscersi... in un percorso pieno d'amore e di malinconia...

Cristina Khay19 febbraio 2011

Mi sembra di capire che sia una dedica per tuo padre... tra l'altro scritta benissimo, mi piace davvero molto! Il tuo raccontare poetico è delicato, suggestivo ed emozionante!

Alexis20 febbraio 2011

Mi ha colpito dall'inizio alla fine. E' una fiaba bellissima. Emozionata. Scrivi sempre cose meravigliose.

Annamaria Barone25 febbraio 2011

Parole così io le dedicherei al mio primo uomo. Quello che mi ha insegnato a camminare, mi ha guidata, mi ha letto le fiabe e raccontato la vita, mi ha insegnato a non avere paura, a credere in me, che i limiti sono solo quelli che ci poniamo da soli, che nulla è impossibile e che se voglio so volare: MIO PADRE.

Stefania Bucari25 febbraio 2011

è perfetta... ogni singola parola è un'emozione. Complimenti!

alessandro mazzeo26 febbraio 2011

Questa tua colpisce al cuore fino a fare male. Ricordi fissati in modo indelebile nella memoria che fanno quello che siamo oggi. Bellissima in particolare l'immagine della prima terzina. Un vero gioiello che mi porto via

EnzoL18 maggio 2011

bellissima, commovente e coinvolgente. sei veramente forte! la conservo e mi inchino