Volo sidereo
Azar Rudif
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Trascinati da una galassia
d'innumerevoli soli
a sfidar l'ignoto
crediam d'esser soli
viaggiando in abissi cosmici
d'infinito e di nulla.
Siam ignoti e piccoli
e ci crediam signori,
nella storia dei secoli
siam vili e oppressori.
Così contemplo questo
nero mare che mi sovrasta
di spruzzate stelle dipinto
e mitiche figure, figlie
all'antico timor degli avi,
vado rincorrendo.
E come ramingo pastore
di notturni deserti
ancor m'assale quel senso
ove l'equilibrio si sperde
e ondeggio come veliero
nell'oscurità immerso
di notturno nero mare
che nel vento si fugge.
Ma un demone e un angelo
ancora s'artigliano a quest'anima
che pace non assapora.
Allor vedo come tutto
principia dalla fine
ed una genia di esseri
si vivono tra gemiti e urla,
ma nessun universo li ascolta.
Solo a tal furioso sentire
l'angelo si fugge a oriente
il demone si fugge a occidente.
Così m'abisso nel nulla
ove questo sidereo vortice
s'avventura senza sosta
e in una mano afferro
lo spazio
gli astri
il nulla,
Dio.
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L'autore
Azar Rudif
Commenti (3)
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alessio carlini20 febbraio 2011
una lirica molto! molto suggestiva e carica di attente riflessioni... o megli di riflessi puri e coscenti... piaciutissima!!
mario calzolaro20 febbraio 2011
il mio vivo imbarazzo è se prevalga il nitore e il fulgore della stile- in questa lirica- o la spazialità cosmica degli accenti, la forza delle immagini e delle suggestioni. Che dire altro?:un componimento poetico originale e di assoluta eccellenza.
s
senzamaninbicicletta20 febbraio 2011
condivido il significato profondo e la domanda che ne scaturisce: chi siamo? dove andiamo? piccoli piccoli e fatti cosi male... mi auguro un universo abitato da altri. molto bella


