496 lettori online · 359.124 poesie · 7.573 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Morte
Morte 22 febbraio 2011 · lettura 1 min · 1482 letture

L'uomo che esce dal bar

Michele Tropiano 139 poesie pubblicate
+ Segui
C'è una felicità che fugge e si nasconde e s'eclissa come il sole che splende alto nel cielo fra cirri dorati come un cornetto alla crema assaporato al primo mattino insieme ad un ultimo caffè trangugiato fra i sudici banchi d'un bar di periferia estrema come un'azione coraggiosa eroica impresa e gesto prode che medaglie non offre a nessuno, poi l'uomo esce dal bar mirando il sole che s'offusca pian piano come un sipario rosso di sangue d'un ultimo spettacolo infame di una tragica farsa grottesca: un proiettile in testa... bum! C'è una morte che fugge la mediocrità di ogni giorno e mai tuttavia si nasconde, i giornali domani canteranno dell'uomo l'epica sconfitta e il trionfo glorioso della Morte.
♥ 0 💬 5
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Michele Tropiano
Tutte le opere →

Commenti (5)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
U
Ugo Mastrogiovanni22 febbraio 2011

Eloquente storia di un giorno, da ricordare forse solo per un giorno dai media e indimenticabile per una famiglia. Versi dal grande conflitto esistenziale: nel bar per un caffè, fuori per l'appuntamento con la morte. Molto ammirata.

carla vercelli22 febbraio 2011

Poesia che lascia un grande brivido d'amarezza e sconforto, eppure è realtà: una felicità delle piccole cose quotidiane, appena un attimo prima e poi la morte, trovata all'uscita da quel bar... Molto piaciuta, emozionante.

C
Colomba22 febbraio 2011

Si beve un caffè nel bar, si parla, dopo una discussione grottesca, si esce mirando la luce del sole che volge al tramonto, improvvisamente un colpo, morte inaspettata. Bella analogia tra il tramonto della luce e quello della vita che porta via la felicità, la speranza e i sogni! Quanta tristezza!.

A
Antonio Terracciano22 febbraio 2011

Ho letto sempre con interesse una buona parte della precedente produzione di questo giovane e valente poeta mio corregionale, ma non sono mai intervenuto, perché non mi ritengo molto ferrato nella critica. Faccio però ora un'eccezione, perché questa poesia in particolare mi sembra degna di encomio e, pur rischiando di sbagliare, la avvicino, per contenuto e per bellezza formale, ad una poesia "esoterica" (senza titolo) del grande Fernando Pessoa: "A morte é a curva da estrada, Morrer é so nao ser visto. Se escuto, eu te oiço a passada Existir como eu existo. (...) "

s
senzamaninbicicletta23 febbraio 2011

drammaticamente esponi la caducità della vita nelle mani del caso. Situazioni analoghe avvengono e sono avvenute nei meandri del malaffare. Ben scritta e significativa, con Antonio per quanto riguarda Pessoa.