Colui che pensava troppo

Squarci di bugie
segnano la carta vergine
di un vecchio diario.
Se ne impadroniscono con arroganza,
malattia vorace
la immobilizza lentamente.
E pulsano in testa
queste ore misteriose,
queste strane melodie
queste vecchie paure di ricordare
in dimenticanza.
E stai giù
per fluttuare tra le nubi del deserto
...e stai giù
per calpestare quelle ombre immobili
che ti fissano
seguendo ogni tuo calcare.
Inquietanti giochi di sguardo,
ma attraenti per il brivido oscuro.
E sto qui...
a contare i miei respiri,
a contare i minuti
...uno dopo l'altro...
aspettando chissà quale inutilità.
Ma aspetta un attimo...
Guarda che luna!
Mi appassisce il suo latente chiarore.
mai il suo pagliaccio gelido
mi aveva invaghita così tanto.
Il saggio narcisismo di questa notte
solca timide avversità
del mio animo color petrolio.
Ora guardami...
no, non smettere di suonare!
Guardami e non spostare lo sguardo
verso quelle note affascinanti
che le tue mani creano.
Guardami...
...lui era la...
con gli occhi di cenere
e il cuore arso da incendi tremendi.
Guardami...
...non fermarti...
...Lui era la...
e sento ancora i suoi occhi macabri
che scrutano la mi anima.
I brividi mi assalgono.
...ora fermati, Notte Istabile,
...ascolta...
Sento ancora il pianto muto
di lui...
...Fortezza murata
che aveva speso tutta la sua vita
a riflettere.
Eccolo,
il suo sguardo asfissiante mi trapassa ancora.
L'anima di colui che pensava troppo
è ancora la...
nel suo purgatorio di libellule morte.
©
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Commenti (1)
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Francesca Urbix13 marzo 2011
fantastica questa poesia di uno stile assolutamente affascinante