L'ego promiscuo

Donna,
quel mal puro corpo ch'io ho.
Donna,
flebile e soave, tondeggiante paesaggio.
E se pur potessi cambiarlo io non lo farei.
L'amo.
Così come il batter di ciglia che sento.
Ho leggere penetrazioni d'animo
vanno e vengono con un delicato sapor
che nella mente porto lontano.
Ho diviso la corteggia con qualcuno,
ho manomesso le arrotolate corde con mani mie
con mani altrui.
Donna,
l'odor di orgasmi sudati ho in seno ancor.
Trapana il celiaco prato di un'aspra pioggia,
la vedo, la sento, la tocco.
Le mie dita ne van matte
sulla bocca le avvicino
delizio il palato del sapor ch'io ho.
Donna,
avida bugiarda sotto le lenzuola,
spietata amante con all'interno colui,
segreta viziata al rintocco d'ogni giorno.
Oh quanto l'amo!
Sento perpetuare corazze,
lontane ma pur così vicine,
sempre di più...
ah già è colui che ho ammanettato nel mio stomaco.
Prigionia perfetta,
invidiabile agonia,
fatta di spasmi, fatta d'amplessi,
come feto ti "tengo" all'interno.
Mai ne uscirai, e se vivo sarai
ti troverò col sorriso più felice ch'io abbia mai assimilato.
Io ti tengo,
in questo corpo di donna, perfetto,
perfetta è l'incatenamento con cui t'ho preso.
Io l'amo.
E' la perfetta angolazione
d'un amore egocentrico,
vivido ch'io ho per quel corpo con cui m'han fatta.
Mai t'abbandonerò,
mai t'addormenterai non pensando a me.
Le vallate discendono calve,
senza alberi,
senza cespugli dietro cui nasconder le dita.
Neve pallida m'accarezza,
è roba non mia,
ed è sul mio paesaggio
che il seme educato mi solca.
Donna,
che pur impavida dietro ad un agnellino ti nascondi
sii furba, come la tua natura ti vuole.
E nel mentre io penso
via me ne vado
col mio corpo lucente,
col mio scudo d'amazzone
e col mio prigioniero
quel ch'io ho messo nel centro.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!