Per pensare (il tramonto al parco

E perché poi ci mordiamo la coda?
Come fagotto pedissequo che c'inchioda,
ci trasiciniamo esitanti l'anima appresso,
assieme al mondo,
cuore traballante d'eccesso
E tutti gli altri colori?
Tutte le vene che imbarazzavano i fiori
di porpora e vermiglio dorata,
ed io ero appena bimbo,
anima m'appari ora limpida, aurora schivata
E per pensare ho rubato questo verde,
del bosco l'ombra avida e fresca ci sorprende,
l'oblio arriverà anche per questa partita,
respira a fondo,
pesca al volo una boccata d'aria pulita
Stregando abili le ore Seduttrice
con la tristezza, araba fenice,
che a nascondino bara col pensiero stesso,
nido fecondo,
è un ospite d'onore puntuale e dimesso
E per pensare poi c'è questo verde,
del vivere l'ansia quasi ci sorprende,
e se gemi forte, ti sembra grottesco,
io ti comprendo e vai ora,
vai pure, tanto, ci vedremo presto
E poi son mille le mille scuse
inventate all'anima, le mille accuse,
i mille ingenui voti a perdere di chi s'affanna,
ma lei proprio non s'inganna
Per poi slegare quel che ci lega ad un nome,
scoprir che il tramonto al parco ha tutto un altro odore,
che vuoi di più? Dimmi, perché vuoi di più?
©
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L'autore
Nero
Nero è il nome che ho voluto affibbiarmi , il colore della mia anima e del mio viaggio.Sappiate solo che Amo e Amerò,e forse ne muoio e ne morirò.Ma a volte i pensieri di un uomo portano al niente.Senza senso, forse.Le strade nate dal mio dubbio,i quesiti che mi attanagliano,l'amore,la morte ,la pazzia.Le risposte cerc
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