Interno notte a lancette fuggite
E' un appuntamento al buio
l'accecante foglio di ogni notte
tra folle di me
a scrivere diari privati
esposti a spifferi di vetro, e cassetti,
senza nessuno a ricordarmi
che la vita non si vive con l'inchiostro
nè tanto meno tra le righe stampate
a delimitare spazi di respiro.
Dormono i cani a luna celata
ed è il silenzio ad abbaiare
laceri stracci di pensieri
e canti distorti in ostentazione
ad occhi di calmo ricambio
per lodi a parole in baratto,
senza nemmeno un nome
ad etichettare profili ipotizzati,
soli, come alfabeti di carta.
Perché mi chiedo ancora chi sono
se nemmeno esisto, incatenato,
nel limbo di un esilio volontario?
Paura, forse, d'imparare il volo
da aquiloni di immemore filo,
cavalcando correnti ascensionali
che qualche sconosciutto ha detto
senza la prova di un sorriso
a garantire la bugia d'intenti.
Interno notte a lancette fuggenti
nel fumo di un costante rinvio
trema la mano alla maniglia
di una porta smeraldo ancora chiusa
prima che davvero sommerga
un percepire senza più ritorno
ma ancora tre versi e poi smetto
il vestito rabberciato da poeta
e nel silenzio di un urlo
_ ci provo.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Pino Penny3 marzo 2011
rifletti guardando il di dentro. Il fluire sgorgante del tuo inchiostro forma riflessi d'acqua che lambiscono chi vi si specchia, lasciandomi bagnato d'arte.
