Sei ombre che mi spiano
Andrea Russo
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Sei ombre che mi spiano
con occhi luttuosi
colmi di una magia fatale,
che fa' gridare la mia anima di desiderio
in questa cosa di ombre dure.
Ombre che mi rapiscono
in un'onda di vertigine,
che incendia la carne
di vampate tremule
nelle nostre lingue ardenti,
in cui far vacillare gli assedi
dei miei ultimi limiti,
come onde di mare sconfitte
da una sottile carezza,
che ti farà bruciare tutta
cosi da farmi diventare
pietra che si alza
nel partorir la notte
e farti divenire acqua viva,
che gocciola il suo lamento
sulle mie dita che penetrano,
tra gli scogli,
implacabili come vendicatori
nel far fuggir le stelle
come schegge verso il mare.
Un mare pieno di versi,
tra il tuo pube che tramonta
in un fiume che straripa
e rompe gli argini in lacrime azzurre,
che fan tremare
le nostre voci urlanti
dal desiderio folle di essere eco,
tra l'amore,
che ci spia come ombre sulla pelle...
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L'autore
Andrea Russo
Sono nato il 22 di Giugno con l'avvento dell'estate, ed e stata la luna a crescermi. Lo ha fatto seduta in riva al mare, mentre mi mondava i piedi e mi cancellava, nel suo rumore.. Scrivo pensieri che chiamo poesia, perchè devo ancora imparare cosa essa sia.. Ho iniziato a scrivere nel settembre 2010 solo perch
Commenti (1)
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Pi Greco5 marzo 2011
Bella la prima strofa, che poi dà l'incipit a tutta la poesia. Strana e interessante l'immagine delle "sei ombre". La metafora dell'ultima strofa non è originalissima, ma la lettura è piacevole.

