Il Vecchio Reggente
Rintronano i latrati di sciocche fiere!
Ci sono fiumi di folte teste insolenti,
tra le loro correnti scalmanate,
non cederanno a lavare via
i cancri perniciosi.
Sono tutti uniti,
come dita
in un pugno
di bronzo.
Valutate oro le vostre libere voci squillanti?
Folli giovani,
ciechi nelle tenebre
di un'illusione fumante!
Non vedete il vostro pugno
perdersi nel buio oceano,
sordo,
non scuoterà la matassa,
mai giungerà
al fondo.
Osannate la democrazia,
divenuta un'altra nostra bugia,
un lontano mito,
una favoletta per bambini!
In ogni dove,
in ogni tempo,
siete stati aggiogati
alla nostra carrozza,
come cavalli freschi
a supplire quelli vecchi.
E anche ora
e per sempre.
La gioventù vi inganna!
Io stesso fui tra le vostre schiere,
ma fui investito
dallo scontro
di duro piombo
con l'inestricabile groviglio
del reale.
Ora, grasso, banchetto
tra queste teste canute,
sifilidiche,
così consumate
della scarnata anima.
©
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