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Ardente come il sole in corpo,
il crudele dito che in me piange calore
a prezzo d'insopportabile dolore.
I sensi bruciano,
le palpebre affogano beandosi nel nero:
il fuoco avvampa in un fiore di precaria vita.
Mortale piacere che di funeste letizie
m'annera le vene.
L'assenza di senso,
tra sospiri mozzati,
svanisce in effimeri soffi di piacere.
Con la vita si paga
l'estasi che tutti i sensi appaga.
©
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L'autore
Andrea
Scrivere è il miglior modo per esorcizzare gli spettri che ci ammorbano l'animo: la scrittura è soprattutto sentimento immediato, intuizione folgorante, potenza dirompente che trasuda da ogni lettera.
Commenti (1)
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mario calzolaro13 marzo 2011
un valente giovane autore... questa è una lirica "matura"...bella e coinvolgente

