Il pianto di un eroe
Nicolò Tevere
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Di eroe fu il pianto,
a guardar inerme bimbi
di orfani sguardi,
a veder sgretolar famiglie
che per supreme ordinanze
sottrar non si potea.
Incolpevoli mani sopra umidi occhi
al calar della sera, ravanando invisibili colpe
di innocenti delitti,
ad attendere inquieto supplicanti manine.
Conquistator di terre purpuree,
soldato di altrui vittorie,
a superar sua umana coscienza
ei fu valente,
di fronte a padri
che diedero vita a campi di pace,
ma a lacrime arse sopra solchi di amare vittorie
fu pesante il ricordo,
che il ritornar da pargoli lieti
e da spose estasiate
non fu dell'eroe...
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L'autore
Nicolò Tevere
Commenti (2)
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maurizio zaninelli13 marzo 2011
commossa, commovente e priva di retorica. mi ha lasciato qualcosa
Gaia22 Tiziana Porcelli15 marzo 2011
Ogni parola prende forma e significato... ogni parola assume la profondità del suor dire. Così è "il pianto di un eroe" che ha lottato per una giustizia il cui sapore alla fine sa solo di sale. Letta con apprezzamento.

