Perché non recrimini di un silenzio
toglimi il peso, marzo
fammi uscire dall'incavo della pietra
il piccolo seme seccato dall'ombra
se gli dessi una convizione di aria aperta
se vedesse che atmosfera di sbocci
se si esaltasse a steli levati la roccia
per essere la sua rotonda passione
che terra avrei nelle mani
che radici mi farebbero aggrappare!
ma i fiori non raccontano leggende
hanno piccole storie di stagione
sono inclini alla sinossi dell'acqua
quando ascoltano dal plin della goccia
sul bavero della foglia
di quel seno trasparente
darsi forma nella bocca
quella bocca scoperta prigione.
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Commenti (2)
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Amara16 marzo 2011
...sbarre alle parole... che non si sanno dire... non si vogliono dire... o non si hanno... seconda e quarta strofa... da assaporare beandosene... che bella...
Pietro Roversi20 marzo 2011
La rinascita perpetua che si sperimenta in vita, quella che accade, quella diversa che si vorrebbe magari ma non viene. La bocca scoperta prigione è la bocca aperta della passione. Che ci sorprende sempre, come questo scrivere che dice cosi' tanto senza sbattercelo in faccia. Meno male che è primavera davvero.

