Cose che si allontanano
Federico Montanari
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Assediata da spazi soleggiati
la tentazione della neve
è rimasta nelle zone dove l'ombra è più fedele.
Le cortecce sono muschiate di bianco
e una piccola parte di vista è autunno sommerso.
Il mio cuore s'è appesantito come uno scoglio
su cui tutta la vita s'infrange morbosa
un epicentro di vuoto.
Il mio amore è lontano, molto lontano,
il mondo si allontana, freddamente infecondo.
Il mio pensiero livido si rifugia
nelle rive bianche.
Il mio cuore non si unisce al più del cinguettio
ma al meno delle nebbie.
Questo vuoto sembra rassegnarsi a essere niente
niente che cade lentamente nel niente
niente che orchestra il nulla.
Il mio cuore ancora una volta
nel dolore dei muti.
Io non cerco l'amore solo per tirare il fiato
ma per diagnosticare i meandri
della frenetica malattia della dolcezza
e versare dalle mie mani la sorgente distensiva
che non appaga la mia sete,
in un gentile gioco di scambio di sorgenti.
C'è un luccichio di ghiaccio superstite
nell'avanzante verde marea del prato.
Mi chinerei come per prendere un anello.
Ma il mio amore è lontano, molto lontano,
il mondo ostaggio s'allontana incolpevole.
La mia vita è lontana da me
come la neve si ritira.
©
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L'autore
Federico Montanari
Sono nato nel dicembre 83' anticipando di 3 mesi. 2 mesi d'incubatrice in pericolo di vita fanno dire alla psicologia che in me l'ombra della morte è più allungata nelle percezioni, o che la mia sensibilità o istinto di vita ne siano profondamente spronati. Alla laurea in filosofia e con studi di psicologia, la mia vis
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